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venice biennale Archivi - Linda Bajàre

Street Artist per strada

Banksy, il più noto street artist al mondo, compare tra le bancarelle veneziane come un qualsiasi artista di strada con cappello e giornale e come sempre la sua vera identità resta un mistero.

Per l’occasione ha esposto una serie di 9 quadri che compongono un unico soggetto, una veduta di Venezia in stile “neo-Canaletto” con una gigantesca nave da crociera che incombe sullo sfondo, un’opera che denuncia il problema dell’innalzamento dei mari dovuto all’inquinamento globale, uno dei temi cari all’artista.

L’opera, intitolata “Venice in oil” come recita un cartello scritto a mano, fa riferimento alla polemica sul passaggio delle grandi navi in Laguna.

L’inaspettata installazione è però avvenuta il 9 maggio scorso, proprio in concomitanza con la 58ª Biennale.

“Nonostante sia il più grande e prestigioso evento d’arte al mondo, per qualche ragione io non sono mai stato invitato”: questo il provocatorio messaggio che accompagna il video pubblicato sul suo account Instagram ieri, mercoledì 22 maggio.

Il video, montato a regola d’arte tra musica di sottofondo, turisti e gatti incuriositi, è quasi un mini racconto e pone diversi interrogativi sul messaggio e sul reale significato del suo intervento.

La riflessione coinvolge inizialmente il tema ambientalista ma si amplia per abbracciare anche una forte critica al sistema dell’arte contemporanea: Banksy domanda che cosa sia giusto autorizzare e cosa meno e quali siano i criteri di scelta del Sistema.

Un povero ambulante, sprovvisto dei documenti necessari, è costretto ad andarsene allontanato dalla polizia municipale, mentre un’enorme nave da crociera, dannosa per l’ambiente e per il paesaggio, elemento di disturbo sia visivo che uditivo – passa tranquilla e lenta sullo sfondo suonando la sua sirena.

In Italia l’artista è appena stato celebrato con una mostra non autorizzata al Mudec di Milano conclusasi il 4 aprile scorso. “The Art of Banksy. A Visual Protest”, prima esposizione meneghina sull’artista di Bristol, è stata curata da Gianni Mercurio e ha raccolto oltre 70 lavori tra dipinti, sculture, stampe, oggetti, fotografie e video. Suddivisa in 4 sezioni, la mostra ha offerto una visione approfondita sulla carriera artistica di Banksy, dai primi graffiti alle attività curatoriali come Dismaland e Walled Off Hotel in Palestina.

 

Le sfumature dell’arcobaleno dell’arte sono infinite: scegliete la vostra preferita!

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