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sotheby's Archivi - Linda Bajàre

ART REPORT 2020

Il 2020 è stato senza dubbio un anno senza precedenti, l’anno dell’online e del virtuale. 

Come tutti i settori anche il mondo dell’arte è stato affetto dalla pandemia, abbiamo visto un’intraprendenza nuova e un re-indirizzamento delle risorse, un adeguamento a nuove modalità espositive e comunicative. 

In risposta ai lockdown che ci hanno costretti a casa, musei, gallerie e istituzioni si sono velocemente organizzati a offrire visite delle proprie collezioni in tour virtuali. 

Non solo le mostre ma anche le fiere sono diventate visitabili e commercialmente disponibili in viewing rooms.

Credo che questo fenomeno potrebbe rimanere attivo anche dopo le riaperture degli spazi.

I social networks come Instagram e Facebook sono diventati il luogo d’incontro tra gli artisti, organizzazioni e pubblico, offrendo interessanti dirette e altre forme di comunicazione ed è una cosa positiva perché il mondo dell’arte era rimasto quasi l’unico settore non ancora in questa modalità.

Molti musei in tutto il mondo si sono rivolti fin da subito a queste piattaforme per dare accesso alle loro collezioni senza confini. 

Altre grandi mostre, come la retrospettiva alla Tate Modern dedicata all’artista sudafricano Zanele Muholi, il dialogo tra Tracey Emin e Edvard Munch alla Royal Academy of Arts, Artemisia Gentileschi alla National Gallery di Londra, sono state annullate, posticipate o riaperte per brevi periodi. 

Si è parlato molto anche della mostra itinerante su Philip Guston che avrebbe inaugurato a giugno alla National Gallery of Art di Washington, annullata per la pandemia e ulteriormente rimandata a causa di alcune opere raffiguranti il Ku Klux Klan che potrebbero essere male interpretate dal pubblico e attirare critiche proprio nell’anno del “Black Lives Matter”. 

Il movimento impegnato nella lotta contro il razzismo ha infatti coinvolto anche il settore dell’arte scatenando reazioni di solidarietà da parte di molti artisti e istituzioni. 

Già in questi ultimi anni abbiamo assistito a una grande crescita dell’arte afro americana – segno che qualcosa stava cambiando già da tempo – e ora penso avranno ancora più visibilità. 

Proprio durante le aste londinesi di febbraio abbiamo assistito a nuovi strabilianti record personali per gli artisti black più apprezzati del momento, Tschabalala Self, Amoako Boafo e Jordan Casteel.

Non a caso quest’anno il movimento Black Lives Matter è al primo posto della Power 100 di ArtReview.

 

Tschabalala Self, “Princess”, 2017

Tessuto, acrilico, capelli mani e olio su tela 

Venduto a 435.000 £ tasse incluse all’asta di Phillips a Londra, 13 febbraio 2020

 

Amoako Boafo, “The Lemon Bathing Suit”, 2019

Olio su tela 

Venduto a 675.000 £ tasse incluse all’asta di Phillips a Londra, 13 febbraio 2020

 

Oltre alle mostre sono slittate anche le Biennali, prima tra tutte la rassegna d’arte di Venezia che si svolgerà nel 2022 – d’ora in poi quindi si terrà sempre in anni “pari”. 

Cancellate quasi tutte le fiere – luoghi per eccellenza di incontro tra collezionisti e galleristi di diversi paesi – tranne poche eccezioni come Manifesta 13 a Marsiglia, che ha comunque chiuso in anticipo di un mese. 

Dopo aver annullato tutti e tre gli appuntamenti del 2020, Art Basel rinvia anche l’edizione di Hong Kong prevista per marzo 2021 e slittata a fine maggio. 

Ma ci sono anche buone notizie, perché le Online Viewing Rooms e altre esperienze multimediali hanno portato un discreto livello di vendite, confermato dagli scambi vivaci ad Art Basel Miami. 

Frieze Art Fair per l’appuntamento londinese ha affiancato ai tour virtuali piccoli eventi in città e le gallerie per la prima volta hanno trasformato le loro sedi di Londra in veri e propri booth da visitare su appuntamento.  

Frieze ha poi posticipato la tappa di Los Angeles a fine luglio 2021, mentre a febbraio ci saranno 3 giorni di programmazione speciale (online) per festeggiare i 30 anni di attività.  

Il 2020 ha quindi innescato molti cambiamenti e tutti gli attori dell’arte – artisti, galleristi, curatori, direttori di fiere e musei – hanno dovuto ripensare ai modi organizzativi, al mantenimento delle strutture esistenti e allo sviluppo di nuove strategie. 

Ma come sappiamo bene: non tutto il male viene per nuocere.

Alcuni si sono alleati e quasi tutti digitalizzati. E grazie a questo comincerà una nuova era di comunicazione anche per il mondo dell’arte, che era rimasto tra gli ultimi nella modernizzazione.

Certo ci sono state alcune difficoltà da affrontare, come i tagli al personale effettuati anche dai colossi dell’arte – dalle grandi gallerie come Perrotin, David Zwirner e Pace Gallery a importanti istituzioni come il Guggenheim di New York, la Tate Modern e la Royal Academy di Londra – tutti costretti a chiudere per un periodo molto lungo. 

Probabilmente quando si potrà riaprire e tornare alla normalità le cose torneranno come prima, ma la digitalizzazione di sicuro rimarrà per sempre un servizio aggiuntivo.

Oltre al Coronavirus, anche la Brexit è destinata a cambiare in parte la geografia dell’arte europea.

Alcune gallerie hanno infatti deciso di chiudere le proprie sedi a Londra come Marian Goodman, che chiuderà lo spazio proprio a fine anno per dare spazio a una nuova modalità espositiva, “Marian Goodman Projects”. 

L’iniziativa organizzerà mostre in diversi luoghi di Londra a seconda della natura delle opere e del progetto. 

David Zwirner, galleria con sedi a New York, Hong Kong e Londra, per far fronte alla Brexit ha aperto una galleria anche a Parigi, città destinata a diventare il centro europeo dell’arte contemporanea. Hanno seguito il suo esempio anche Pace Gallery e White Cube.

Una notizia che chiude un capitolo è la chiusura della celebre galleria Blein/Southern fondata a Londra nel 2010 e con sedi anche a New York e Berlino. A febbraio è stata annunciata la chiusura di tutte e tre le gallerie e gira voce che le cause siano seri problemi finanziari, al punto da dover rendere le opere agli artisti con le spese di spedizione a loro carico.

Un altro annuncio sicuramente inaspettato per tutto il mercato d’arte è la chiusura dopo 26 anni di attività della galleria newyorkese GB enterprise di Gavin Brown, grandissimo dealer e pioniere per unirsi e diventare partner di Gladstone Gallery (di Barbara Gladstone). Presenterà solo 10 dei suoi artisti: Joan Jonas, Ed Atkins, Arthur Jafa, Rachel Rose, laToya Ruby Frazier, Kerstin Brätsch, Alex Katz, Frances Stark, Rirkrit Tiravanija, Mark Leckey.

Laura Owens, Jos de Gruyter, Herald Thrys invece non faranno parte di Gladstone Gallery.

Si è quindi riscoperto il valore della collaborazione tra diverse realtà – anche tra quelle che prima erano ritenute concorrenti.

In Italia ad esempio è nata Italics, consorzio che riunisce oltre 60 gallerie italiane di arte contemporanea, antica e moderna volto a valorizzare il territorio del Bel Paese con consigli ai turisti che vanno dalle bellezze storico artistiche da visitare alle eccellenze eno gastronomiche da non perdersi.

A Milano è stata creata la “Milano Art Community”, piattaforma gestita da alcune tra le più importanti gallerie, fondazioni e spazi no-profit della città per promuovere le iniziative dei suoi membri.

Come abbiamo visto, in questo clima di grande incertezza non sono mancati anche i risvolti positivi come le molte iniziative di solidarietà che hanno coinvolto artisti affermati come Wolfgang Tillmans, Tracey Emin, Marlene Dumas, Martin Parr e altri, ma anche gallerie e case d’asta come Christie’s, Sotheby’s,  Artcurial – tutti impegnati in numerose vendite di beneficenza.

Di recente Hauser & Wirth ha lanciato la raccolta fondi “Artists for New York”: più di 100 artisti hanno deciso di donare le loro opere per una vendita di beneficenza a sostegno di alcune istituzioni della città tra cui il MoMA PS1, il New Museum e il High Line Art. (Hauser & Wirth ha rinunciato a qualsiasi commissione sulle vendite).

Anche l’Italia si è attivata con molte iniziative di beneficenza, dalla mobilitazione personale di artisti come Alessandro Piangiamore che ha venduto su Instragram il lavoro “La cera di Roma”(acquistata da Veronica Siciliani Fendi) il cui ricavato è stato devoluto all’Ospedale Spallanzani di Roma, fino a iniziative di case d’asta come Blindarte con “Art To Stop Covid-19” – i proventi sono andati alla Regione Lombardia e all’Istituto Pascale di Napoli; o ancora la casa d’aste Cambi con “Design Loves Milano”, asta charity per aiutare l’ospedale Luigi Sacco. 

In un anno colpito dalle tantissime perdite, l’Italia e il mondo intero hanno pianto anche uno dei più grandi curatori e critici d’arte della storia. Germano Celant è scomparso a 80 anni proprio a causa del Covid-19, forse preso a New York durante una delle ultime fiere in presenza, l’Armory Show.

Teorico e fondatore dell’Arte Povera, Celant aveva fatto conoscere gli artisti italiani al mondo. Curatore al Guggenheim di New York e di molte mostre nei musei esteri, direttore della Biennale di Venezia nel 1997, dal 2015 era il direttore artistico della Fondazione Prada. 

Le maggiori case d’asta – costrette ad annullare o posticipare gli appuntamenti in calendario già da marzo – sono corse ai ripari assumendo forme diverse rispetto a quelle tradizionali. 

Il ricorso all’online, le private sale, il crescente mercato asiatico e il lancio di aste “cross category” – approccio che ha cambiato il modello di offerta accorpando i diversi dipartimenti – hanno in parte arginato la situazione.

Le prime tre case d’asta hanno comunque subìto un significativo calo delle vendite – per Christie’s -25% rispetto al 2019, Sotheby’s -27%. In cifre, rispetto ai 4,4 miliardi di $ del 2019, il 2020 ha generato vendite per 0,9 miliardi di $. 

La mancanza di aste dal vivo ha quindi generato una diminuzione del volume d’affari, dovuto anche al fatto che molti clienti hanno preferito rinunciare a mettere in vendita opere importanti in attesa di tempi migliori per la valorizzazione.

Se nel 2019 dieci lotti hanno superato i 50 milioni di $, quest’anno solo due lotti hanno superato questa cifra.

Al primo posto il trittico “Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus” (1981) di Francis Bacon, che ha raggiunto i 84,6 milioni di $ il 30 giugno in asta live da Sotheby’s.

Dopo il capolavoro classico cinese – che si aggiudica il secondo posto sul podio – troviamo Roy Lichtenstein, con “Nude With Joyous Painting” (1994) venduto a 46,2 milioni di $ da Christie’s il 10 luglio.

Lo segue David Hockney con “Nichols Canyon” (1980) passato di mano a 41 milioni di $ il 7 dicembre da Phillips, che ha raggiunto il totale più alto per un’asta a NY nella storia della casa d’aste.

Segno di un mercato vivace nonostante l’anno complicato, capace in alcuni casi di stupire e superare le aspettative.

 

Francis Bacon, “Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus”, 1981

Olio su tela 

 

Roy Lichtenstein, “Nude With Joyous Painting”, 1994

Olio su tela 

 

David Hockney, “Nichols Canyon”, 1980

Olio su tela

 

Per fortuna quindi non sono mancati i successi, come l’8ª edizione di “Contemporary Curated” di Sotheby’s che il 22 aprile ha battuto il record per l’asta online più redditizia di sempre totalizzando 6,4 milioni di $ (stima di 5,75 milioni), complice un catalogo ricco di capolavori e Margherita Missoni come Guest Curator.

Le aste online hanno portato un afflusso di nuovi acquirenti – molti millennial – e registrato un incremento dei profitti del 20% rispetto all’anno scorso, una cifra in apparenza alta ma minore rispetto ai ricavi di un’asta tradizionale – un modo per arginare la crisi – tanto che Sotheby’s ha licenziato circa 200 dipendenti a marzo (circa il 12% del proprio staff). 

Per la prima volta, il Turner Prize è stato diviso in 10 borse di studio da 10.000£ ciascuna, assegnate ad altrettanti artisti: Liz Johnson Artur, Oreet Ashery, Shawanda Corbett, Jamie Crewe, Sean Edwards, Alberta Whittle, Sidsel Meineche Hansen, Ima-Abasi Okon, Imran Perretta e il collettivo Arika.

Non è stata organizzata la tradizionale mostra collettiva dedicata ai finalisti ma i vincitori di questa edizione potranno essere rieletti nelle future edizioni del premio.

La vincitrice del Hugo Boss Prize 2020 è Deana Lawson, fotografa americana la cui ricerca si concentra su tematiche sociali e di intimità familiare nella cultura afro americana.

Emma Talbot si aggiudica l’ottavo Max Mara Art Prize for Women. L’artista inglese esplora paesaggi interiori ricchi di pensieri, emozioni e storie personali in delicate opere dipinte su seta o su altri supporti tessili e comprendono frasi scritte dall’artista o riprese da altre fonti. 

L’artista canadese Kapwani Kiwanga vince il Prix Marcel Duchamp – premio nato in Francia nel 2000 – con “Flowers for Africa”, progetto che riflette sulla storia politico sociale dei paesi dell’Africa.

Tornando in Italia, Palazzo Strozzi di Firenze ha saputo adattarsi ai tempi e prolungare la tanto attesa mostra “Aria” di Tomás Saraceno sospesa dopo poche settimane dalla sua inaugurazione e che alla riapertura ha ricevuto un grandissimo riscontro dal pubblico.

Ha avuto modo di portare un sospiro alla cultura anche l’attesissima monografica dedicata a Carla Accardi al Museo del ‘900 di Milano inserita in programma a inizio ottobre, proprio in una finestra di aperture tra un lockdown e l’altro.

Le oltre 70 opere in mostra della Accardi – prima astrattista italiana riconosciuta internazionalmente – saranno visitabili fino a fine giungo 2021.

Il 2020 è stato un anno particolare ed è chiaro che ci vorrà del tempo per raggiungere un nuovo equilibrio, ma ogni periodo di crisi porta sempre nuove opportunità e permette di vedere le cose sotto una nuova luce.

Ci aspetta ancora un periodo di transizione e molti altri cambiamenti – di sicuro positivi! 

…L’arte non si ferma!

 

Le sfumature dell’arcobaleno dell’arte sono infinite: scegliete la vostra preferita!

Aste Londra Ottobre 2018

ASTE LONDRA OTTOBRE

Si è conclusa la settimana autunnale londinese dell’arte, tra Frieze, fiere collaterali, tanti appuntamenti e le aste di arte contemporanea.

LA GUERRA DEL POST DI CHRISTIE E L’ARTE CONTEMPORANEA
4-5 OTTOBRE 2018
ASTA DI SERA 4 OTTOBRE Totale vendite: 84.610.000 £ premio incluso.
GIORNO ASTA 5 OTTOBRE Totale vendite: 20.844.000 £ premio incluso.

Per questa sessione d’asta Christie ha messo in campo diversi lotti di massimo pregio. L’attesa più alta è la tela “Figure in Movement” datata 1972 di Francis Bacon, in copertina al catalogo, che da una stima di 15.000.000-20.000.000 £ viene venduta un 19.921.250 £ premio incluso. L’opera proviene dalla collezione privata di Magnus Konow e ritrae George Dyer, musa e amante di Bacon deceduto per overdose poco tempo dopo la realizzazione di questa tela che era sempre rimasta nella collezione di Konow.

Francis Bacon,  Figure in Movement, 1972

Olio e scritte a trasferimento a secco su tela

198 x 148 cm

Segna un buon risultato anche Jean Dubuffet con “Madame au Jardin”, olio e collage su tela del 1956, che da una stima di 2.500.000-3.500.000 £ viene venduto a 4.508.000 £ interessi inclusi.

Jean Dubuffet,  Madame au Jardin,  1956

Olio e collage su tela

148 x 120 cm

Bene anche per la grande opera di Keith Haring “Untitled” del 1984, che da una stima di 3.000.000-5.000.000 £ i 3.946.250 £ interessi compresi.

Keith Haring,  Untitled,  1984

Acrilico su tela, opera in 4 parti

Dimensioni totali: 304,8 x 304,8 cm

Record per “Toro con Buco”, olio e resina su tela del 1986 di Albert Oehlen, stimato £ 800.000-1.200.000 che per la cifra di 3.608.750 sterline superando così il record di 2,9 milioni raggiunto nel 2017.

Albert Oehlen,  Bull with Hole,  1986

Olio e resina su tela, Dittico

Dimensione singola tela: 187,6 x 188,3 cm

Dimensioni totali: 187,6 x 376,6 cm

Hurvin Anderson che con l’olio su tela del 2003 “Country Club” all’avventura 2.048.750 £ interessi inclusi, da una stima di 1.000.000-1.500.000 £.

Hurvin Anderson,  Country Club,  2003

Olio su tela

162 x 265 cm

Al lotto 49 ritroviamo un altro lavoro di Francis Bacon, “Quadro dipinto”, tre pannelli uniti da cerniere in ferro del 1929 stimati 700.000-1.000.000 £ che raddoppiano e superano la stima più alta raggiungendo i 2.408.000 £ interessi inclusi.

Francis Bacon,  Painted Screen,  circa 1929

Olio su compensato con cerniere metalliche

Ogni pannello: 183 x 61 x 2,8 cm

Dimensioni totali: 183 x 183 x 2,8 cm

Benissimo per l’artista torinese Aldo Mondino, che in occasione del suo 70 ° anniversario di nascita segna un nuovo record durante la prima guerra mondiale e arte contemporanea Asta con “Tappeti Stesi”, opera del 1989 venduta a 68.750 £ interessi inclusi. La stima di partenza era di 30.000-50.000 £ (Lotto 343).
I Tappeti Stesi sono composizioni a parete entrate in eraclite tra gli anni ’80 e ’90 e prevedono uno dei cicli più famosi tra quelli scatenati dall’artista, affascinato dalla cultura mediorientale.

Aldo Mondino,  Tappeti Stesi,  1989

Acrilico su truciolato compresso, Dittico

Dimensioni complessive: 250 x 200 cm

Delusione invece per “Skull”, olio su tela del 1983 di Gerhard Richter pubblicato in seconda copertina, che resta invenduto a 11,5 milioni di sterline (stima su richiesta).
Stessa sorte anche per “Cracked egg (blue)” di Jeff Koons, invenduto un 8,5 milioni di sterline: partiva da una stima di 10.000.000-15.000.000 £.

Gerhard Richter,  Skull,  1983

Olio su tela

80,4 x 65 cm

Jeff Koons,  Cracked Egg (blu),  1994-2006

Una delle opere uniche di una serie di 5

Acciaio lucido lucidato a specchio con rivestimento di colore trasparente

165,1 x 159,1 x 159,1 cm

100 x 159,1 x 159,1 cm

Anche “Natura morta con Zimmerlinde”, soggetto inusuale di Lucian Freud, resta invenduto un 750.000 £ essendo sopra la valutazione massima di 600.000 £.

Lucian Freud,  Natura morta con Zimmerlinde,  circa 1950

Olio su tela

25 x 21,5 cm

Ritiro dall’asta per gli 11 olii su tela di Georg Baselitz, stimati tra i 6 ei 10 milioni di sterline.

CHRISTIE’S THINKING ITALIAN
4 OTTOBRE 2018
Totale vendite: 40.408.000 £ premio incluso.

Pensando all’italiano di Christie, alla prima edizione, rappresenta l’evoluzione delle vendite italiane, formato che per la prima volta dopo 20 anni non è stato rinnovato da Sotheby’s, la quale ha scelto di inserire l’arte nell’art. 5 e 6 ottobre.
La serata da Christie, gremita anche di collezionisti e operatori italiani, è proseguita con un catalogo di altissimo livello composto da 37 importanti opere che spaziavano dal Futurismo all’Arte Povera: molti e prevedibili i rilanci nel corso dell’asta.

Approfondisci per il prezzo raggiunto dall’opera rara “Concetto spaziale, La fine di Dio” del 1963 che, partita da 12,5 milioni di sterline è stata venduta a un anonimo collezionista telefonico per 17.108.750 £ interessi inclusi. La stima era su richiesta, intorno ai 17 milioni di sterline. Con questa uscita “Concetto spaziale, La fine di Dio” è diventata la seconda opera più venduta in asta di Lucio Fontana.
L’opera era già passata in asta nel 2013 da Christie’s a New York e in quell’occasione aveva raggiunto i 13 milioni di sterline.

Lucio Fontana,  Concetto spaziale, La fine di Dio,  1963

Olio e glitter su tela

178 x 123 cm

“Concetto spaziale” del 1953, una delicata e bellissima composizione in olio e vetro su tela in copertina al catalogo, arriva a 1.832.750 £ interessi inclusi da una stima di partenza di 1.600.000-2.500.000 £.

Lucio Fontana,  Concetto spaziale,  1953

Olio e vetro su tela

60 x 73 cm

La seconda opera per prezzo realizzato è un “Achrome” di Manzoni del 1957-58 che è stato inserito nella sezione Arte Contemporanea e che è stato poi spostato in “Pensare l’italiano” (lotto 119A). La tela realizza 3.608.750 £ include inclusi da una stima di 3.000.000-5.000.000 £.

Piero Manzoni,  Achrome,  1957-58

Caolino su tela

61 x 81 cm

Un altro “Achrome” di Manzoni datato 1958-59 (lotto 118) tocca i 1.928.750 £ interessi inclusi da una stima di 1.000.000-1.500.000 £.

Piero Manzoni,  Achrome,  1958-59

Caolino su tela

60 x 80 cm

Gli altri protagonisti di questa parte di serata sono stati gli artisti italiani che si sono imposti all’attenzione segnando alcuni record.

Salvatore Scarpitta realizza 1.808.750 £ interessi inclusi con l’opera proveniente dalla galleria Leo Castelli “Alta Sposa” del 1960, stima di partenza 1.000.000-1.500.000 £.

Salvatore Scarpitta,  Alta Sposa,  1960

Bende su supporti misti su tela

152,5 x 102 cm

L’opera “Lenzuolo” del 1989 di Maria Lai, da una stima di 20.000-30.000 £ vola a 150.000 £ interessi inclusi, superando di molto il precedente record di 32.000 € del 2015.

Maria Lai,  Lenzuolo,  1989

Filo e tessuto ricamati su tessuto

141,7 x 230 cm

Vola alto anche Alberto Savinio con “Croix marine”, olio su tela del 1929 stimato 600.000-800.000 £ e venduto a 692.000 £ premio incluso.

Alberto Savinio,  Croix Marine,  1929

Olio su tela

73 x 92 cm

“Grande mutilazione”, scultura alta più di due metri datata 1962 di Leoncillo, raggi i 728.750 £ interessi inclusi (stima 350.000-500.000 £) e supera così il record di 283.000 € dell’asta Christie’s di Milano di aprile 2018.

Leoncillo,  Grande mutilazione,  1962

Gres e smalto

218 x 39 x 39 cm

Alberto Burri con “Sacco Nero Rosso” del 1957 arriva ai 980.750 £ interessi inclusi da una stima di 450.000-600.000 £.

Alberto Burri,  Sacco Nero Rosso,  1957

Tela di sacco, acrilico, combustione di plastica e vinavil su tessuto

38 x 46 cm

Un’altra bella sorpresa è stata Carol Rama, che con “Senza titolo”, opera del 1977 è riuscita a raddoppiare la stima di 60.000-80.000 £ raggiungendo le 175.000 £ interessi inclusi.

Carol Rama,  senza titolo,  1977

Carta velina, pneumatico, pastello, tempera, filo di cotone e gancio di metallo su tela di capote

130,5 x 75 cm

Gino Severini con “Portrait de l’auteur” del 1916, visualizza i 908.000 £ interessi inclusi da una stima di 700.000-1.000.000 £.

Gino Severini,  Portrait de l’auteur,  1916

Olio su tela

100,3 x 74,3 cm

Non sono mancate le sorprese tra gli invenduti, tra cui due Fontana: “Concetto spaziale, Attesa” di colore rosso (lotto 125) e “Concetto spaziale, Attesa” bianco (lotto 129).

ASTA SERALE DI SOTHEBY
La collezione di David Teiger e Arte Contemporanea realizzano dalle vendite un ricavo totale di 69.787.000 £ premio incluso, verso la stima alta di 73,5 milioni di sterline.

SOTHEBY’S THE HISTORY OF NOW: LA COLLEZIONE DI DAVID TEIGER
5 OTTOBRE 2018
Totale vendite: 35.921.100 £ premio incluso.

Sotheby’s apre la sessione d’asta con 25 opere in prevalenza di artisti contemporanei dalla collezione di David Teiger, quasi tutte aggiudicandosi anche alcune ad un valore inferiore alle attese.
Ha aperto la serata il record d’artista raggiunto da “Vuole vederlo tutto”, opera del 2002 di Kai Althoff, che da una stima di 80.000 – 120.000 sterline a 574.000 £ interessi inclusi, dopo una lunghissima battaglia tra collezionisti al telefono.

Kai Althoff,  vuole vedere tutto,  2002

Vernice, tempera e carta su tela, bordati di ferro

50,2 x 60 cm

Nessun colpo di scena fino al lotto 6 quando “Propped”, olio su tela del 1992 di Jenny Saville scelto per la copertina del catalogo e stimato 3.000.000-4.000.000 £, arriva un 9.537.250 £ premio incluso dopo una lunghissima battaglia telefonica tra collezionisti segnando il record per una donna artista vivente. Tale risultato riflette la concorrenza e la concorrenza nel ruolo delle donne nell’arte.
Questa tela di grandi dimensioni, che ha reso famosa Saville grazie alla mostra “Sensation” del 1997 tenutasi all’Accademia Reale delle Arti, era di proprietà del magnate Charles Saatchi e rivoluziona la rappresentazione tradizionale del corpo della donna.

Jenny Saville,  Propped,  1992

Olio su tela

213,4 x 182,9 cm

“La stazione di Buffalo I”, olio su tela datato 1997-1998 che ha raggiunto i 7.561.500 £ premio compreso, da una stima di 6.000.000 -8.000.000 £.
Stessa stima diversa da per “Buffalo Station II”, che viene venduto a un prezzo di 4.513.000 sterline secondo le caratteristiche del primo in termini di soggetto, dati, dimensione, tecnica. Probabilmente questa seconda opera di Doig è andata al garante di parte terza che assicurava il dipinto.

Peter Doig,  Buffalo Station I,  1997-98

Olio su tela

175,3 x 269,9 cm

Peter Doig,  Buffalo Station II,  1997-98

Olio su tela

175,3 x 269,9 cm

Non molto bene invece per “Minerva”, olio su tela di John Currin che prima resta invenduto e poi viene rimesso in asta arrivando solo a 370.000 £, inclusi in una previsione di partenza di 800.000 – 1.200.000 £.

John Currin,  Minerva,  2000

Olio su tela

71,1 x 55,9 cm

SOTHEBY’S SERATA D’ARTE CONTEMPORANEA E ASTA DEL DAY
5-6 OTTOBRE 2018
ASTA DI SERA 5 OTTOBRE: Totale vendite: 33.865.900 £, premio incluso.
GIORNO ASTA 6 OTTOBRE: Totale vendite: 14.008.500 £, premio incluso.

Dopo la collezione di Teiger, la serata prosegue da Sotheby’s con i 40 lotti della Contemporary Art.
Protagonista indiscussa di tutta la stampa internazionale l’opera di Banksy che si è autodistrutta con un colpo di scena dopo essere stata venduta a 1.042.000 £ interessi inclusi. “Girl with Ballon”, opera del 2006, era l’ultimo lotto dell’asta ed era stimata 200.000-300.000 £. Poco dopo l’orario, si tratta di un film occultato all’interno della cornice è azionato in piccole strisce l’opera dell’artista di Bristol. Sconcerto e sorpresa per questa performance subito rivendicata da Banksy sui social. Il valore dell’opera è stato superato per quanto riguarda il marketing e la risonanza

Banksy,  Girl with Baloon,  2006

Vernice spray e acrilico su tela, montata su cornice dall’artista

101 x 78 x 18 cm

Una parte l’inaspettata performance di Banksy, sono stati pochi i colpi di scena in questa sessione d’asta. Da qui due opere di Georg Baselitz che superano di molto le aspettative: “Ohne Titel” del 1966 da una stima di 450.000-650.000 £ arriva a 1.150.000 £ interessi inclusi; mentre “Kopfkissen”, olio su tela del 1987 prendendo la cifra di 1.450.000 £, la stima di partenza era 40.000-600.000 £.

Georg Baselitz,  Ohne Title (Der Neue Typ),  1966

Tempera, inchiostro e pastello su carta

39,1 x 26 cm

Georg Baselitz,  Kopfkissen,  1987

Olio su tela

250,8 x 200,7 cm

Ottimo risultato per “Boogeyman” di Adrian Ghenie datato 2010, che da una stima di 2.000.000-3.000.000 £ vola a 4.851.900 £ premio compreso.

Adrian Ghenie,  Boogeyman,  2010

Olio su tela

200 x 335 cm

Tra gli invenduti alcuni presentano anche alcuni nomi eccellenti, come un “Concetto Spaziale, Attese” di Lucio Fontana, un Castellani “Troika” e due Kapoor “Specchio parabolico, Asagi” e “Senza titolo”.

«Ancora e ancora», acrilico su tela di Kaws che raffigura il personaggio dei cartoni animati Sponge Bob, segna un record e viene aggiudicato un rivenditore taiwanese dopo una lunga battaglia telefonica: da una stima di 250.000-350.000 £ vola a 1.030.000 £ interessi inclusi.

Kaws,  ancora e ancora,  2008

Acrilico su tela

172,8 x 172,8 cm

PHILLIPS SHAPE & SPACE: NUOVA PRESENZA IN CERAMICA
5 OTTOBRE
Totale vendite: 2.493.250 £ premio incluso.

La casa d’aste Phillips, oltre ad essere sempre più attenta e pubblicata sulla fotografia (asta il 4 ottobre), dedica una intera sessione alla ceramica intesa a rafforzare il dialogo tra arte, design e artigianato.
La ceramica, tecnica tradizionalmente collocata tra le arti decorative, viene ora guardata con rinnovata interesse anche dai cosiddetti collezionisti “emergenti”. Con un’asta riservata, Phillips ha catturato l’attenzione del pubblico presentando il materiale sotto una luce completamente diversa.

Il nuovo interesse verso gli artisti della ceramica era già emerso a dicembre scorso a New York durante l’asta serale di design quando l’opera “Rondena” di Peter Voulkos, scultura dalle possenti dimensioni, aveva registrato il record per un artista ceramista americano totalizzando 915.000 $ premio incluso, 400.000 $ oltre la sua valutazione alta.
Come abbiamo visto nell’asta Christie’s Thinking Italiano del 4 ottobre, l’ottimo risultato raggiunto da Leoncillo è il trend di mercato: la scultura in gres “Grande Mutilazione” è stata venduta a 728.750 £ a fronte di una stima alta di 500.000 £.

In occasione dell’asta autunnale di Phillips, il curatore Francesco Bonami ha proposto 32 opere sia moderne che contemporanee firmate da Fontana, Ai Weiwei, Fausto Melotti, Picasso e Roy Lichtenstein seguiti da altri maestri meno conosciuti che hanno lavorato questo materiale.

DESIGN SERALE IN VENDITA NEW YORK ASTA 12 DICEMBRE 2017
Totale vendite: 6.198.625 $ premio incluso

Peter Voulkos, Rondena  1958

Gres porcellanato, cobalto spazzolato, ferro, resina epossidica

157,5 x 95,9 x 82,6 cm

Stima: 300.000-500.000 $

Venduto per 915.000 $ premio incluso

Lucio Fontana,  Cavallo,  1935-36

59,5 x 79,5 x 46 cm

Stima: 400.000-600.000 £

Venduto per 549.000 £ premio incluso

Roy Lichtenstein,  Ceramic Sculpture # 10,  1965

21,6 x 22,5 x 21,6 cm

Stima: 250.000-350.000 £

Venduto per 309.000£ premio incluso

Ai Weiwei, He Xie, 2010

Dimensioni variabili

Stima: 400.000-600.000£

Venduto a 609.000£ premio incluso.

Pablo Picasso, Hibou, 1975

34 x 20 x 4 cm

Stima: 50.000-70.000£

Venduto a 93.750£ premio incluso

Fausto Melotti, Female Figure, circa 1950

Altezza 21,7 cm

Stima: 40.000-60.000£

Venduta a 56.250£ premio incluso

Le sfumature dell’arcobaleno dell’arte sono infinite: scegliete la vostra preferita!

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