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Fondazione Berengo Archivi - Linda Bajàre

Glasstress

Hans Op de Beeck

Ricorrono quest’anno i 10 anni di Glasstress e i 30 anni di Berengo Studio, progetti nati da un’idea di Adriano Berengo al fine di promuovere la collaborazione tra importanti artisti, designer internazionali e artigiani del vetro.

Il connubio tra l’approccio concettuale degli artisti unito all’abilità tecnica dei maestri di Murano ha rivitalizzato e aperto le porte a un nuovo capitolo dell’antica tradizione veneta, traghettandola nel futuro.

Risale al 1989 l’origine di Berengo Studio, quando Adriano Berengo decide di rilevare una vecchia fornace del vetro sull’isola di Murano – oggi trasformata in un suggestivo spazio espositivo – con l’obiettivo di coltivare il connubio tra l’arte contemporanea e l’antica tecnica di lavorazione del vetro.

L’ispirazione proviene dal movimento americano Studio Glass e dalle sperimentazioni di Peggy Guggenheim che con Egidio Costantini, “maestro dei maestri” nell’arte vetraria, introduce alcuni grandi artisti dell’epoca come Picasso, Arp, Ernst e Chagall alla lavorazione di questo particolare materiale.

Adriano Berengo ha preso spunto da questi illustri precedenti e in 30 anni di attività sono stati più di 300 gli artisti che hanno collaborato con i maestri di Murano.

La rassegna Glasstress, ormai divenuta un appuntamento imprescindibile, nasce nel 2009 come evento collaterale ufficiale della Biennale di Venezia per condividere gli straordinari risultati raggiunti da questo inedito binomio tra le due discipline.

Le mostre sono realizzate anche grazie al contributo di Fondazione Berengo, istituzione fondata nel 2014 che sostiene il lungimirante progetto attraverso attività collaterali che comprendono iniziative educative e un fitto programma di mostre.

In occasione di questa 6ª edizione di Glasstress, una sezione della mostra ripercorre i progetti e le opere più importanti che hanno segnato la storia dell’attività dalla sua nascita ad oggi.

La retrospettiva curata da Koen Vanmechelen che ripropone le opere di artisti internazionali del calibro di Jaume Plensa, Mat Collishaw, Erwin Wurm, Tracey Emin e Jan Fabre, è affiancata da un progetto speciale dell’artista visivo Robert Wilson.

La sezione principale “Come il vetro cambi la nostra percezione dello spazio” curata dall’artista brasiliano Vik Muniz, a sua volta presente in mostra con un autoritratto iperrealistico, vede impegnati sia artisti già presenti nelle precedenti edizioni sia artisti invitati per la prima volta. Tra i grandi nomi che ritornano, Ai Weiwei, Laure Prouvost, Tony Cragg, Thomas Schütte e Joana Vasconcelos, mentre nella rosa dei nuovi arrivati emergono Carlos Garaicoa, José Parlá, Rose Wylie e Prune Nourry.

Alcuni dei nuovi progetti presentati in questa edizione sono legati al tema dell’ecologia e al rapporto uomo-natura, come nel caso delle opere di Prune Nourry, Pablo Reinoso e Valeska Soares che – con esiti e modalità differenti – hanno preso ispirazione dalla città di Venezia per denunciare il problema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

Altri artisti come José Parlá e Monica Bonvicini si sono invece concentrati su temi politici e sociali: l’artista di origini cubane fa riferimento alle caratteristiche del vetro – materiale fragile ma tagliente – per parlare di eventi politici recenti e riflettere sulla debolezza dell’essere umano.

Monica Bonvicini, artista tra l’altro nata a Venezia e vincitrice del Leone d’Oro alla 48ª Biennale del 1999, cristallizza in questo materiale il gesto violento dell’atto di colpire, metafora della lotta contro i soprusi alle donne e a ogni tipo di maltrattamento.

Le diverse attività della Fondazione inoltre sono strettamente connesse alla Biennale di Venezia non solo a livello di eventi collaterali e collaborazioni: alcune opere realizzate nei laboratori Berengo sono parte integrante dei progetti presentati da alcuni padiglioni nazionali nell’ambito di questa 58ª edizione.

Parliamo delle sculture in vetro realizzate da Laure Prouvost per il Padiglione della Francia e delle 300 rose che compongono l’installazione di Renate Bertlmann, prima artista donna a rappresentare l’Austria alla Biennale di Venezia.

Anche l’opera in vetro soffiato “La spada nella roccia” (1998) presentata da Liliana Moro, una dei tre artisti che rappresentano l’Italia, è stata realizzata grazie a Berengo Studio.

Le mostre Glasstress sono state presentate in musei e istituzioni in tutto il mondo, tra le quali ricordiamo il Makslas Muzejs “Rigas Birža” di Riga, il Millesgården Museum di Stoccolma, il Museum of Arts and Design (MAD) di New York, il Beirut Exhibition Centre (BEC) di Beirut, il London College of Fashion e The Wallace Collection di Londra, la Ptuj City Gallery di Ptuj, Slovenia.

GLASSTRESS 2019 – Elenco degli artisti partecipanti

Nuovi artisti: 13
Saint Clair Cemin (Brasile), Pedro Friedeberg (Messico), Carlos Garaicoa (Cuba), Artur Lescher (Brasile), Prune Nourry (Francia), José Parlá (Stati Uniti), Pablo Reinoso (Argentina), Valeska Soares (Brasile), Tim Tate (USA), Janaina Tschäpe (Germania), Xavier Veilhan (Francia), Robert Wilson (Stati Uniti), Rose Wylie (Regno Unito).

Artisti che tornano con opere inedite: 14
Ai Weiwei (Cina), Monica Bonvicini (Italia), Tony Cragg (Regno Unito), Shirazeh Houshiary (Iran), Karen LaMonte (Stati Uniti), Paul McCarthy (Stati Uniti), Vik Muniz (Brasile), Jaume Plensa (Spagna), Laure Prouvost (Francia), Thomas Schütte (Germania), Sudarshan Shetty (India), Koen Vanmechelen (Belgio), Joana Vasconcelos (Portogallo), Erwin Wurm (Austria).

I grandi nomi della retrospettiva / Anniversary highlights:
Jean Arp (Germania), Ayman Baalbaki (Libano), Miroslaw Balka (Polonia), Fiona Banner (Regno Unito), César (Francia), Jake e Dinos Chapman (Regno Unito), Mat Collishaw (Regno Unito), Tracey Emin (Regno Unito), Jan Fabre (Belgio), Kendell Geers (Sudafrica), Francesco Gennari (Italia), Abdulnasser Gharem (Arabia Saudita), Michael Joo (Stati Uniti), Ilya & Emilia Kabakov (Russia / Stati Uniti), Michael Kienzer (Austria), Hye Rim Lee (Corea del Sud), Oksana Mas (Ucraina), Hans Op de Beek (Belgio), Tony Oursler (Stati Uniti), Javier Pérez (Spagna), Antonio Riello (Italia), Bernardí Roig (Spagna), Joyce Jane Scott (Stati Uniti), Wael Shawky (Egitto), Lino Tagliapietra (Italia), Fred Wilson (Stati Uniti), Dustin Yellin (Stati Uniti).

Le sfumature dell’arcobaleno dell’arte sono infinite: scegliete la vostra preferita!

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