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Art Basel Miami Archivi - Linda Bajàre

2019 – Che anno!?

Sicuramente il 2019 sarà ricordato come un anno di transizione.

Un anno ricco di incertezze politiche e finanziarie che di conseguenza si sono riflesse anche sul mercato dell’arte.

Anche se il mondo dell’arte era fiducioso, non prevedendo grandi cambiamenti nella cosiddetta “grande mela” d’Europa – Londra – la Brexit ha portato alla chiusura di alcune gallerie e all’apertura della loro sede principale da Londra a Parigi, per citarne alcune: White Cube, David Zwirner, Pace Gallery.

Ha arricchito l’anno la 58ª Biennale di Venezia curata da Ralph Rugoff “May You Live in Interesting Times” che – come suggerisce il titolo – si è rivelata uno specchio fedele del clima di grandi cambiamenti che stiamo vivendo, con opere incentrate su temi attuali riguardanti la politica internazionale, l’emergenza ambientale e i problemi sociali come la questione dei migranti, il movimento femminista, l’uguaglianza razziale e di gender.

In occasione della Biennale le fondazioni e i musei della città hanno preparato mostre eccezionali come la retrospettiva su Jannis Kounellis alla Fondazione Prada, Arshile Gorky a Ca’ Pesaro, la monografia su Georg Baselitz alle Gallerie dell’Accademia, Luc Tuymans a Palazzo Grassi, Pino Pascali a Palazzo Cavanis e Alberto Burri alla Fondazione Cini.

Con una spiritosa apparizione si è fatto notare anche lo street artist Banksy, non ufficialmente invitato a esporre ma immancabile figura che quest’anno ha fatto parecchio parlare di sé.

Oltre a questa performance seguita da un murales nel quartiere Dorsoduro, Banksy ha saputo anticipare e cavalcare l’onda della Brexit con l’opera “Devolved Parliament”, strategicamente messa in vendita da Sotheby’s in occasione delle ultime aste londinesi precedenti l’uscita della Gran Bretagna dalla UE, segnando il record per l’artista con 11,1 milioni di euro.

Sempre puntuale nelle occasioni, questa volta anticipando Natale, l’artista propone la sua versione di Santa Claus su un muro a Birmingham, rendendo in carne e ossa la tragica bellezza delle festività.

Invece Maurizio Cattelan, in occasione di Art Basel Miami – dopo 15 anni di assenza – ha presentato la sua nuova scultura “Comedian”.

La banana commestibile attaccata al muro con il nastro adesivo e prezzata 120.000-150.000$, è stata una mossa strategica vincente per far parlare di sé a tutto il mondo ed è chiaro che il vecchio concetto del valore che attribuiamo alle cose è riconfermato essere ancora molto popolare.

Cattelan era balzato agli onori delle cronache già a settembre quando la sua opera “America”, un water d’oro massiccio, è stata rubata durante la sua recente personale a Blenheim Palace, Oxford.

Il 2019 è stato un anno che si è caratterizzato per retrospettive molto importanti dedicate a grandi artisti, come Olafur Eliasson alla Tate Modern di Londra, Antony Gormley alla Royal Academy, Mario Merz e Cerith Wyn Evans all’Hangar Bicocca di Milano, il già citato Maurizio Cattelan al Blenheim Palace di Oxford, Lucio Fontana al Metropolitan Museum di New York e molti altri.

Frutto di 4 anni di lavoro, con quasi 80 opere esposte, direi che la mostra dell’anno è stata “Il giovane Picasso – Periodi blu e rosa” alla Fondation Beyeler di Basilea, dove anche la prestigiosa monografica su Rudolf Stingel ha avuto un enorme riscontro.

Nelle aste internazionali il clima di incertezza si è registrato nella comparsa di un numero minore di opere valutate sopra i 20 milioni di dollari, forse sintomo di un periodo poco fiducioso.

Nonostante questo i risultati generali sono stati abbastanza positivi anche quest’anno, tant’è vero che abbiamo assistito a ottimi record, tra cui Jeff Koons che si è riconfermato l’artista vivente più pagato al mondo con la scultura “Rabbit” del 1986, battuta in asta a maggio da Christie’s New York a 91,1 milioni di dollari.

È stato un anno di grandi cambiamenti per la storica casa d’aste Sotheby’s – fondata nel 1744 – che è passata in mano private in seguito alla vendita di giugno scorso: l’imprenditore e collezionista Patrick Drahi ha acquistato il colosso del settore per 3,7 miliardi di dollari.

Le principali fiere commerciali internazionali hanno registrato ottime vendite e sembra non essere da meno l’appena conclusa Art Basel Miami, che registra un clima positivo.

Come lei anche Frieze London ha goduto di ottimo riscontro da parte di pubblico e acquirenti, tanto che nel clima di incertezza molti l’hanno definita una bolla di felicità.

Grande successo anche per Fiac Parigi sia di vendite che di pubblico, risultato ottenuto anche grazie ai primi benefici dello spostamento di interessi.

Il Turner Prize – nato nel 1984 – è stato per la prima volta assegnato a tutti e quattro i finalisti, Lawrence Abu Hamdam, Helen Cammock, Oscar Murillo e Tai Shani.

L’innovativa proposta è arrivata proprio dagli artisti tramite una lettera alla giuria in cui spiegano che in un momento così difficile, la loro scelta di presentarsi come un collettivo è un gesto simbolico in nome della condivisione e della solidarietà, nell’arte come nella società.

Riveste un ruolo sempre più importante nel mondo dell’arte anche la tecnologia, che si tratti di nuove startup, di arte creata da intelligenze artificiali o di Cryptoart – mercato che coinvolge solo opere d’arte digitali da acquistare con valuta digitale.

Siamo nell’era delle immagini interattive e molti musei si stanno muovendo per assecondare le nuove modalità di fruizione e apprendimento. In Italia ne sono un esempio l’M9 di Mestre e il MAV di Ercolano, musei di nuova generazione che si avvalgono di tecnologie avanzate e installazioni immersive.

Il desiderio di vivere un’esperienza culturale a 360° sta portando sempre più spesso alla creazione di tour virtuali in molte città d’arte, il più recente promosso a Milano in occasione del 500enario della morte di Leonardo da Vinci.

In questi ultimi anni le vendite d’arte online hanno registrato una crescita notevole (a due cifre) e hanno prodotto ricavi per circa 6 miliardi di $, segno che anche il mercato dell’arte – molto tradizionale nella struttura e nelle dinamiche – si sta aprendo sempre di più ai nuovi linguaggi.

Immagino che il futuro dell’arte ci riservi tante belle sorprese e anche nel 2020 ci sarà da divertirsi!

 

Le sfumature dell’arcobaleno dell’arte sono infinite: scegliete la vostra preferita!